lunedì 19 luglio 2010

Fatti sentire

Te ne sei andata senza spiccioli, senza
passaporto, ti lasceranno entrare ? Aprile
ti prenderà in consegna ?
allora tornerai ? il sorriso e il pianto
bussano alla tua porta ma tu non vai ad aprire.
Altri traguardi premono. Te ne vai con i segni
di una lotta di radici e d’aria, di terra
e di pura necessità. Non ci domandiamo nemmeno
chi siano gli sconfitti. E gli orecchini ?
e adesso le tue bambole ? le fotografie ?
Sei semplicemente salita sul convoglio della morte.
Ora aspettiamo la pioggia e il tuo ritorno.
Ma tu non tornerai. Il traffico
non ti riguarda più, il sole
non picchierà alla tua finestra.
Hai orizzonti indecifrabili per noi.
Di tangibile c’è tutto il nostro disappunto.
Non vuoi preparare la lezione, non vuoi
mettere la torta in forno, o aprire il frigorifero.
Né guardare il mare.
Anche l’amore ti risulta estraneo.
Il cielo assedia la tua nuova casa
e non smetteremo di pensarti.
Ma tu fatti sentire.

La sciarpa norvegese




Si sta abbastanza caldi nel mio cuore ?
Sono qui, da solo, con la muta nostalgia
dei tuoi occhi, col fruscio lento
di un ruscelletto di parole
e le piccole gonne
crescono ? e il vento ?
fa una bella figura tra le lunghe
gambe il vento ?
Io sono qui, che bruco
dalle tue letterine bionde, seguito a ruminare
la fresca erba della scrittura
bevo barbagli, lucori, fantasmatiche albe
e indizi tenui e quanta luce filtra
dagli spiragli delle parole
e le fragoline ? le intride un' alba
mentre lontano stride, cigola un trattore
e l'ombelico, e il miele ?
Stringiti la sciarpa norvegese e ascolta
il blu del nostro cielo